Comunità Parrocchiale

Santa Maria della Natività

ARCIDIOCESI DI NAPOLI
colomba h100

Pace e Gioia, ALLELUIA! 

Padre Giuseppe Provitera

 

P Giuseppe

Don Giuseppe, terz’ultimo di 13 figli di Ciro e Vincenza Salzano, nacque il 26 marzo 1947 nel popoloso quartiere della Maddalena, nel pieno centro di Napoli.

Lasciò lo studio di Commercialista e le attività dei suoi genitori (commercianti famosi nella zona di piazza Mercato a Napoli) per donarsi totalmente ai poveri, ai diseredati ed agli ultimi, rispondendo alla chiamata di Dio al Sacerdozio a seguito del discernimento di padre Scarpelli, allora Parroco di San Gennaro all’Olmo, che lo indirizzò alla Comunità Vocazionale Emmaus diretta da Mons. Antonio D’Urso.

Il 7 dicembre 1978 fu ordinato Sacerdote dal Cardinale Arcivescovo Corrado Ursi ed inviato come Vice-Parroco nella Parrocchia di San Giovanni in Porta; più tardi fu nominato Parroco nella Parrocchia di SS. Annunziata a Fonseca e, successivamente, il primo settembre 1991 fu trasferito nella nostra Parrocchia, raccogliendo l’eredità di Mons. Cosimo Maria Luciano primo Parroco e fondatore di questa Comunità.

Apostolo di una Chiesa profetica e missionaria è vissuto nella piena fedeltà al Vangelo, attuando un’azione pastorale che, spesso, è andata oltre il tempo da Lui vissuto, creando qualche perplessità fugata, successivamente, dall’attuazione nella Chiesa di una pastorale da Lui percepita in chiave profetica.

La sua vocazione al Sacerdozio è nata proprio assistendo, nelle mansioni più umili, gli ammalati nei cronicari; è stato visto più volte togliersi i giacconi, i maglioni ed altro per darli ai barboni infreddoliti.

Don Giuseppe ha incarnato il suo essere sacerdote con una pastorale attenta alle necessità depopolo in ungesu visita i parchi territorio molto variegato e con diversi gradi di sensibilità, cultura e di religiosità. Per questo motivo e dopo aver frequentato una densa preparazione presso la parrocchia di Sant' Eustorgio in Milano iniziò, nell’anno 1994, il cammino delle cellule di evangelizzazione, piccole chiese domestiche, permettendo la diffusione capillare del Vangelo in quasi tutto il quartiere attraverso catechesi settimanali ed incontri periodici di verifica.  Si formarono così, nell’ambito di questo cammino definito P.A.C.E. (Popolo Articolato in Cellule di Evangelizzazione), ben 75 cellule domestiche frequentate, ciascuna, da circa 20 fedeli. 

Di seguito alcuni tratti della vita e spiritualità di don Giuseppe:

- Don Giuseppe ebbe una particolare dedizione verso i poveri istituendo per loro, già a partire dall’anno 1992, una mensa che offriva (oltre al conforto spirituale) la colazione, il pranzo quotidiano ed un concreto aiuto mensile per le esigenze domestiche;

- ebbe anche una particolare attenzione per le più varie difficoltà del popolo a lui affidato dando vita, e sempre nel 1992, ad un “Centro d’ascolto” ed al “Telefono d’Argento” caratterizzati dall’ascolto dei bisogni del popolo di Dio, dalla distribuzione di generi alimentari, farmaci ed indumenti;

- ridiede vigore alla Conferenza di San Vincenzo de’ Paoli che curava gli anziani e gli ammalati della zona;

- ebbe una particolare cura verso gli anziani abbandonati e soli fondando, insieme a don Luigi Stradella e ad altre persone volenterose, l’associazione Casa Serena che accoglieva donne vedove ed abbandonate dai figli in una totale e piena fraternità cristiana: ognuna dava quello che poteva e a quanto mancava provvedeva lui stesso, iniziando con il mettere a disposizione, come sede dell’associazione, un immobile di sua proprietà donandola alla stessa associazione;

- aveva una particolare dedizione verso i lontani, come amava definirli, e l’invitava, con il megafono per le vie del quartiere, ogni domenica a partecipare alla vita ecclesiale; nei tempi forti era solito celebrare la S. Messa nei parchi-condomini del quartiere alterandoli tra di loro. La vigilia del Santo Natale era solito, prima della celebrazione della Messa di mezzanotte, portare in processione con i ministranti per tutto il quartiere Gesù Bambino al fine di annunciare al popolo di Dio la gioia che il Salvatore era nato per tutti noi;

- istituì una tipografia parrocchiale, nel 1994, con la quale si producevano gli avvisi descrittivi della pastorale parrocchiale in corso e che venivano distribuiti, da un’apposita equipe di messaggere, con cadenza quindicinale in tutte le famiglie del territorio di competenza della parrocchia;

- nel 1993 si prodigò nella gestione della radio diocesana Radio Tabor (che in quel periodo trasmetteva dai locali della nostra parrocchia) fino alla sua chiusura avvenuta nel 1997 a seguito dell’evoluzione del quadro normativo delle licenze di trasmissione radiofoniche in tutta Italia;

- nutriva un’attenta riconoscenza per i tutti confratelli sacerdoti ed in particolare per il parroco fondatore e predecessore Mons. Cosimo Maria Luciano; si prodigò, svolgendo le necessarie pratiche presso la Curia Arcivescovile e il Comune di Napoli, affinché i suoi resti mortali fossero traslati con una tumulazione privilegiata nella nostra parrocchia. Per conservare vivo il ricordo del predecessore si adoperò perché gli fosse dedicata una strada nel quartiere;

- educò i parrocchiani alla comunione e alla collaborazione scambievole, specie nei condomini, negli ambienti di lavoro, nelle scuole, nella strada, affinché i più forti aiutassero i più deboli;

- curò la pastorale sacramentale incentrandola sull’Eucaristia e promosse, negli anni, ben tre Congressi Eucaristici parrocchiali; egli stesso, durante le adorazioni del SS. Sacramento, ricordava ai fedeli di affidarsi a Gesù, vivo e presente, attraverso quella che lui definiva una sana e santa “Cristoterapia”;

- aveva anche una particolare cura per la Chiesa, luogo dove vi è la presenza di Gesù Sacramentato, perciò ha provveduto a renderla più bella, con opere di pregio, per far sì che le persone, contemplandole ed ammirandole, entrassero più facilmente nel Mistero dell’Incarnazione;

Tutto ciò, ed evidentemente tanto altro, è stato Padre Giuseppe per la comunità: Padre benedetto e ringraziato, mai quanto dovuto.

È salito al Cielo il 20 dicembre 2020, lasciando sgomenti tutti coloro che lo hanno conosciuto ed amato.

Nella sua ultima Santa Messa, celebrata con molta sofferenza a causa delle sue gravi patologie alla vigilia della sua morte, Egli, e quasi presagendo la sua imminente dipartita, ci ha lasciato l’incoraggiamento ad avere sempre fiducia in Dio perché “ciò che è male passa in fretta quando si volge lo sguardo a Colui che governa l’eternità” ed ancora “è necessario pazientare per essere certi che il male può essere solo l’occasione per poi lodare il Signore” perché “bisogna allargare lo sguardo a quella che è la copertura ordinaria del cielo, cioè l’azzurro”.

Come testimonianza concreta della sua vita e delle sue opere possediamo audio, video e forse qualche scritto; da questi documenti è possibile ricavare con un’attenta riflessione la sua Spiritualità nel servizio a Dio e alla sua Chiesa.

Ora riposa nella nostra Chiesa, nella Cappellina della Madonna di Lourdes, accanto al suo predecessore padre Cosimo Luciano; insieme essi, dal Cielo, sostengono il cammino spirituale della Comunità.